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Riprendo il commento al post di Donato aka "Hyperbros" (con il quale mi scuso per avergli modificato il nome nel primo commento) per iniziare a fare un ragionamento che ieri non potevo fare per motivi di tempo.
Ritengo che la percezione non sia granché discutibile poiché fa parte di quelle conoscenze "pretese" sulle cose del mondo in uno specifico intervallo di tempo (sorvolando sulla materia specifica che tra l'altro non mi appartiene), ma che sia possibile ragionare su un argomento se è messo, come oggetto, al centro di un piano visibile a tutti. In tal modo lo si può guardare, analizzare, toccare, interrogare, stimolare, ecc... ecc... per poi confrontarsi sulle esperienze. Questo è quello che ho ritenuto utile fare aprendo questa discussione, proprio qui, in "questo" contenitore, da dove è stato lanciato il progetto.
L'oggetto messo sul piano è "l'idea sottesa alla creazione dell'isola lucana in Second Life e la sua esperienza di ricerca sulla comunicazione del territorio" che è nel thread di Giuseppe Granieri (Junikiro Jun). Le parole chiave sono "Second Life", "Lucania", "comunicazione" e "territorio".
Il Ning è "l'occasione per crescere insieme, organizzarci e fare cose"; per questo siamo qui ed è qui che dobbiamo continuare a trovarci.
La prima cosa che mi viene in mente è un vecchio motto che diceva che "sbattendo tra loro dei barattoli chiusi il loro contenuto non si sarebbe mai mischiato". In effetti sia il ragionamento di Donato che quello di Giuseppe sembra, apparentemente, voler tenere separati ed ermeticamente sigillati i "barattoli", mentre la rete è, di fatto, un sistema di comunicazione indifferenzialmente aperto che riversa il proprio "liquido" ovunque. Dal cosiddetto "web 2.0" in poi, diventa "soluzione" e per i più attenti si trasforma in "osmosi". Lo so che entrambi conoscono bene la rete e che soprattutto Giuseppe è un attento osservatore oltre che conoscitore "di lungo corso", allora cerco di affinare il concetto di separatezza. Penso a dei vasi comunicanti, che nel riversare i contenuti, tengono conto anche della "sostanza" stessa dei contenitori (e qui devo sotterrare per un po' la mia idea rizosomatica della rete). Allora l'unica logica "dividenda" è, come è ovvio che sia, quella della comunanza di finalità, di obiettivi, di progetti, virtuali o concreti che siano. Si passa, cioè, da un contenitore all'altro, lo si attraversa, ci si ferma all'interno e tutto in funzione dell'aggregante, mentre il contenitore diviene tipologico proprio in ragione e in funzione della permanenza dei contenuti.
Insomma non voglio farla tanto lunga e spiegare perchè Facebook è importante, perchè Second Life è concreta, perchè Twitter è utile, eccetera, eccetera (lo farò forse in modi e tempi diversi) ma dico che il contenitore assoluto dei contenuti (sforzo di questi ultimi anni) è come l'utopia di Tommaso Moro. Capisco che si andrà verso un "codice" comune per intendersi all'interno dello stesso sistema operativo che oramai è internet, ma non credo di più. Continueranno a nascere sempre nuovi contenitori (per le piattaforme credo che l'equivoco sia veramente semantico), e si aggregheranno nuovi o vecchi interessi. Dunque la separatezza è fatta da sottili membrane, ma c'è. E' "cosa buona e giusta" scegliere, selezionare e non raccattare qualsiasi cosa come la biblioteca di Alessandria.
Donato dice sostanzialmente 4 cose (tralascio volutamente quelle che non conosco come la questione dei "soldini"):
1) che su Facebook contano i numeri
2) che Second Life è morta
3) che l'esperienza Lucana su Second Life non è affatto positiva;
4) che "esperimenti come questo" sono destinati al fallimento.
Va bene, su Facebook contano i numeri, ma per fare cosa? Se l'idea è quella di contattare, quantitativamente, un maggior numero di persone potenzialmente interessate al progetto, allora si contano i numeri, ma solo per veicolare il messaggio. Ad esempio, il gruppo "Lucania Lab" su Facebook (solo 100 iscritti) l'ho creato io ma con la sola intenzione di stabilire un "ponte" per il social network dei Lucani e lo dichiaravo molto chiaramente:
Per chi è già sul ning di Lucania Lab ed è anche qui e per chi è qui e non conosce lo spazio operativo dei lucani connessi tra loro (e con tutte le altre intelligenze della rete).
Della vivacità di Second Life se ne parla da un pò ma l'effetto è più esterno che interno, tant'è vero che chi si preoccupa dello stato di salute di SL di solito è chi non la frequenta per niente o sporadicamente. Anche la stampa se ne è occupata e alcuni hanno sparato con il cannone. In verità citano sempre aziende o persone che hanno operato con zoppìa stando sempre lontani dal know how del contesto (ma Giuseppe lo spiega molto meglio).
L'esperienza lucana su SL è negativa ? Non saprei, ma sarei curioso di capire perchè. Secondo me l'esperienza deve ancora farsi e penso che il giudizio al momento non può che essere prematuro così come prematura e troppo preveggente è l'idea che "esperimenti come questo" siano destinati al fallimento.
Se "in medium stat virtus" probabilmente, più o meno a metà sta la conclusione di questo disarticolato ragionamento. In mezzo tra chi parla negativamente del "luogo" che conosce o poco o male e chi lo conosce bene ma lo divulga poco.
Accusatemi pure di "intermediazionismo" ma probabilmente ho usato soltanto il rasoio di Occam per separare le ragioni.
© 2009 Created by Giovanni Boccia Artieri (Joannes Bedrosian) on Ning. Create a Ning Network!