LucaniaLab

vitocola

La percezione che ho dell'esperienza Lucana su Second Life

Ho letto questo post e credo che valga la pena di aprire una discussione qui, proprio in casa Lucania Lab. Ho invitato HiperBross ad aprire una discussione da qualche parte e lui, giustamente, ha detto di averla già aperta. Allora, nell'intento di stimolare e ampliare il ragionamento, aggiungo qui una parte del post di HiperBross, quello che riguarda nello specifico LucaniaLab e mi riservo di non intervenire per primo.

ecco la parte del post:
"(...) Ricordo, anche a me stesso che le tecnologie possono, ma non necessariamente, stimolare questi processi, ma l'esigenza di fare rete (comunicare) è nata prima della rete tecnologica, prima della televisione e dei telefoni... è nata con i "segnali di fumo".
L'esempio che abbiamo in Regione Basilicata è lampante.
La percezione che ho dell'esperienza Lucana su Second Life non è affatto positiva. Operazione per la quale, probabilmente, sono stati investiti "bei soldini" e che rappresenta il tipico caso della creazione "artificiale" e guidata di una comunità di persone. Esperimenti come questo sono destinati, secondo me al fallimento nel momento in cui non mettono in moto il processo della relazione tra individui, e tutto questo al di là degli "sbrodolamenti" autoreferenziali e delle comunità di sostegno ad hoc create per mettere in rete i "lucani". I lucani iscritti su Facebook al primo Megaraduno sono, al momento in cui scrivo 1.231... la comunità LucaniaLab su NING ne conta appena 179 (il solo gruppo "Matera" su Facebook ha 544 iscritti!!!). Ma appunto non è solo questione di "numeri"... eppure resto convinto del fatto che questi indicatori hanno la loro valenza.

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Trascrivo la mia risposta (personale) chez HiperBros :)

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Mah. Si tratta di due cose molto diverse, anche a occhio nudo. Uno (su Facebook) è un gruppo indifferenziato, per il cazzeggio, senza obiettivi particolari, senza contenuti e senza progetto. Esattamente come deve essere, peraltro, un gruppo di quel tipo.
L'altro, invece, che per la cronaca "non" è costato bei soldini, è solo l'inizio di un progetto più ampio e molto strutturato che si era arenato in estate per vicissitudini burocratiche ma che dovrebbe sbloccarsi proprio in questi giorni. La stessa isola su SL non è conclusa (mancano i contenuti tematici, ecc.) e la ricerca non è amcora partita. Insomma, io non sparerei sull'embrione, mettiamola così. E ricorderei che i gruppi non strutturati su Facebook sono più volatili dei risultati della finanza avventurosa :)

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Riprendo il commento al post di Donato aka "Hyperbros" (con il quale mi scuso per avergli modificato il nome nel primo commento) per iniziare a fare un ragionamento che ieri non potevo fare per motivi di tempo.
Ritengo che la percezione non sia granché discutibile poiché fa parte di quelle conoscenze "pretese" sulle cose del mondo in uno specifico intervallo di tempo (sorvolando sulla materia specifica che tra l'altro non mi appartiene), ma che sia possibile ragionare su un argomento se è messo, come oggetto, al centro di un piano visibile a tutti. In tal modo lo si può guardare, analizzare, toccare, interrogare, stimolare, ecc... ecc... per poi confrontarsi sulle esperienze. Questo è quello che ho ritenuto utile fare aprendo questa discussione, proprio qui, in "questo" contenitore, da dove è stato lanciato il progetto.
L'oggetto messo sul piano è "l'idea sottesa alla creazione dell'isola lucana in Second Life e la sua esperienza di ricerca sulla comunicazione del territorio" che è nel thread di Giuseppe Granieri (Junikiro Jun). Le parole chiave sono "Second Life", "Lucania", "comunicazione" e "territorio".
Il Ning è "l'occasione per crescere insieme, organizzarci e fare cose"; per questo siamo qui ed è qui che dobbiamo continuare a trovarci.

La prima cosa che mi viene in mente è un vecchio motto che diceva che "sbattendo tra loro dei barattoli chiusi il loro contenuto non si sarebbe mai mischiato". In effetti sia il ragionamento di Donato che quello di Giuseppe sembra, apparentemente, voler tenere separati ed ermeticamente sigillati i "barattoli", mentre la rete è, di fatto, un sistema di comunicazione indifferenzialmente aperto che riversa il proprio "liquido" ovunque. Dal cosiddetto "web 2.0" in poi, diventa "soluzione" e per i più attenti si trasforma in "osmosi". Lo so che entrambi conoscono bene la rete e che soprattutto Giuseppe è un attento osservatore oltre che conoscitore "di lungo corso", allora cerco di affinare il concetto di separatezza. Penso a dei vasi comunicanti, che nel riversare i contenuti, tengono conto anche della "sostanza" stessa dei contenitori (e qui devo sotterrare per un po' la mia idea rizosomatica della rete). Allora l'unica logica "dividenda" è, come è ovvio che sia, quella della comunanza di finalità, di obiettivi, di progetti, virtuali o concreti che siano. Si passa, cioè, da un contenitore all'altro, lo si attraversa, ci si ferma all'interno e tutto in funzione dell'aggregante, mentre il contenitore diviene tipologico proprio in ragione e in funzione della permanenza dei contenuti.
Insomma non voglio farla tanto lunga e spiegare perchè Facebook è importante, perchè Second Life è concreta, perchè Twitter è utile, eccetera, eccetera (lo farò forse in modi e tempi diversi) ma dico che il contenitore assoluto dei contenuti (sforzo di questi ultimi anni) è come l'utopia di Tommaso Moro. Capisco che si andrà verso un "codice" comune per intendersi all'interno dello stesso sistema operativo che oramai è internet, ma non credo di più. Continueranno a nascere sempre nuovi contenitori (per le piattaforme credo che l'equivoco sia veramente semantico), e si aggregheranno nuovi o vecchi interessi. Dunque la separatezza è fatta da sottili membrane, ma c'è. E' "cosa buona e giusta" scegliere, selezionare e non raccattare qualsiasi cosa come la biblioteca di Alessandria.

Donato dice sostanzialmente 4 cose (tralascio volutamente quelle che non conosco come la questione dei "soldini"):
1) che su Facebook contano i numeri
2) che Second Life è morta
3) che l'esperienza Lucana su Second Life non è affatto positiva;
4) che "esperimenti come questo" sono destinati al fallimento.

Va bene, su Facebook contano i numeri, ma per fare cosa? Se l'idea è quella di contattare, quantitativamente, un maggior numero di persone potenzialmente interessate al progetto, allora si contano i numeri, ma solo per veicolare il messaggio. Ad esempio, il gruppo "Lucania Lab" su Facebook (solo 100 iscritti) l'ho creato io ma con la sola intenzione di stabilire un "ponte" per il social network dei Lucani e lo dichiaravo molto chiaramente:

Per chi è già sul ning di Lucania Lab ed è anche qui e per chi è qui e non conosce lo spazio operativo dei lucani connessi tra loro (e con tutte le altre intelligenze della rete).

Della vivacità di Second Life se ne parla da un pò ma l'effetto è più esterno che interno, tant'è vero che chi si preoccupa dello stato di salute di SL di solito è chi non la frequenta per niente o sporadicamente. Anche la stampa se ne è occupata e alcuni hanno sparato con il cannone. In verità citano sempre aziende o persone che hanno operato con zoppìa stando sempre lontani dal know how del contesto (ma Giuseppe lo spiega molto meglio).

L'esperienza lucana su SL è negativa ? Non saprei, ma sarei curioso di capire perchè. Secondo me l'esperienza deve ancora farsi e penso che il giudizio al momento non può che essere prematuro così come prematura e troppo preveggente è l'idea che "esperimenti come questo" siano destinati al fallimento.

Se "in medium stat virtus" probabilmente, più o meno a metà sta la conclusione di questo disarticolato ragionamento. In mezzo tra chi parla negativamente del "luogo" che conosce o poco o male e chi lo conosce bene ma lo divulga poco.
Accusatemi pure di "intermediazionismo" ma probabilmente ho usato soltanto il rasoio di Occam per separare le ragioni.

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Finalmente qua qualcuno parla, ultimamente 'na NOIA 'sto posto!

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Intervengo nel dibattito a modo mio.
1. il progetto non è dal basso, ha quindi tempi e logiche istituzionali proprie delle comunicazione pubblica che lo presiedono.
Ha però una sua vocazione ad integrare e non a sostituire, a stimolare la convergenza online e offline e non ad aggregare per aggregare (vedi spontaneismo puramente comunicativo che spesso sottostà ai gruppi di FB).

2. Ogni progetto che non mette in moto un processo di relazioni fra individui è destinato a morire. Dipende poi da quali relazioni si costruiscono e a quale fine. La scelta di piattaforme diverse rappresenta sia possibilità espressive differenti che modalità di approccio a progettualità diverse.

3. Confrontare SL e FB è interessante se teniamo conto di modi e forme ma sbagliato se teniamo conto solo dei numeri degli iscritti... non è la semplice connessione ma il tempo di presenza e le possibilità connesse al fare, che contano. Per capirci: immagino che sarà alto anche il numero di lucani su Badoo, ma la progettualità, le motivazioni, ecc. diverse :)

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