LucaniaLab

Giuseppe Granieri (Junikiro Jun)

Chi siamo e dove andiamo: come usare questo social network

Apro questo thread soprattutto per il lucani, perchè molti degli altri partecipanti a Lucania Lab vengono già da esperienze importanti di Rete. Ma in fondo è un ragionamento che va per tutti, visto che alla fine ogni spazio sociale tende a costruirsi le proprie regole in funzione del modo in cui il gruppo lo usa. :)

1. Second Life o Non Second Life

Lo spunto inziale per cui è nato questo "ning" è l'isola lucana in Second Life ed un'esperienza di ricerca sulla comunicazione del territorio. Dietro c'è l'appoggio della Regione Basilicata (Dipartimento Attività Produttive, Politiche dell'impresa, Innovazione Tecnologica) e soprattutto dell'APT, che stanno investendo molto in un percorso di ricerca e innovazione.
Ma, soprattutto, c'è un gruppo di persone che questa ricerca la stanno facendo e la stanno supportando, in alcuni casi dimostrando un'attaccamento fortissimo alla Basilicata pur non essendo lucani. Avremo modo di conoscerci.

Per ricostruire la storia dell'isola e della ricerca, si può partire da qui
o da qui.

Per conoscere meglio il progetto Lucania lab in Second Life si può partire da qui
e da qui. :)

Per quelli di voi che non hanno mai usato Second Life e vogliono cominciare o sono curiosi, abbiamo predisposto questo primo aiuto. Correte ad iscrivervi. Se avete necessità di essere aiutati con i primi passi, Elena saprà guidarvi.

Ma il passaggio, vero, importante, è che Lucania Lab ha in Second Life lo spazio del "fare" e "dell'agire insieme", non si esaurisce in Second Life e non è un progetto nato solo per Second Life.

Il social network dei Lucani.

E', credo, un'occasione importante per costruire uno spazio operativo per i lucani, connessi tra loro e con altre intelligenze della rete. Come si dice, lo sviluppo locale e territoriale non si fa senza il territorio. Quindi può essere un'occasione per crescere insieme, organizzarci e fare cose. Per questo motivo sarebbe utile cercare di far convergere qui quanti più di noi riusciamo, per avere quella massa critica che ci consentirà di fare e pensare cose belle, anche con le Istituzioni.

(senza dimenticare il cazzeggio, che pure è una parte sostanziale dell'aggregazione, e che da queste parti -credeteci- è una filosofia di vita) :)

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Mi sembra una bella cosa. Complimenti.

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Molto affascinante..... ma si dovrebbbe fare un Decreto Ministeriale che porti la giornata a 36 ore minimo per dedicare un po' di tempo a queste ottime iniziative...

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Non sono lucana, ma ben felice di offrire l'aiuto di cui sarò capace. :)

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Metto a disposizione di LucLab la mia SL-expertise. Sapete dove trovarmi ;)

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considerando la realtà lucana.. unica dal punto di vista sociale e territoriale.. considerando anche lo sviluppo 'telematico' in realtà incredibile (paragonandolo alle strutture reali insufficenti e/o inesistenti) che ha coinvolto una massa di lucani che si è praticamente risvegliata da un giorno all'altro nell'era del computer grazie a mirate, strategiche e quantomai opportune politiche regionali attuate negli scorsi anni..
sono sicuro che questo esempio come il social networking in generale troverà un ampia risposta... mi chiedo semplicemente se ciò riuscirà a superare l'atavico scetticismo di noi lucani e la disgregante disaffezione insofferente che si legge nei volti di tanti giovani della mia terra... beh io spero proprio di si... con l'augurio di buon lavoro faccio a tutti voi i miei complimenti e vado a prepararmi un caffé :)

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Il lavoro che stiamo facendo con LucaniaLab è stato ben messo in luce dalla discussione aperta da Giuseppe. Io provo a chiarire il mio punto di vista per discuterlo assieme.

L'asse portante io lo vedo collocato sul progetto di innovazione e sperimentazione di comunicazione territoriale e di valorizzazione della creatività e delle risorse territoriali anche in chiave transterritoriale (e visto che siamo qui metaterritoriale).

Quindi: lucani e non solo, basilicata e non solo, SecondLife e non solo.

Per tale motivo ha per me senso il melange fra lucani e non lucani "dentro" un territorio che è un nuovo spazio dell'abitare contemporaneo. Uno spazio della comunicazione che esprime i due spazi dell'abitare oggi emergenti e in cui collocare i vissuti di vite che sono anche (e sempre più) mediate e online.
Questi spazi sono:
1. i social network (ecco perché quindi questo ning);
2. i mondi on line (ecco perché LucaniaLab su SecondLife).

La chiave di lettura è quindi per me l'innovazione, la natura metaterritoriale e lo sviluppo di relazioni sociali fondate sulla "iperabilità".

La sensibilità di una amministrazione pubblica, come la regione Basilicata e l'APT, nel lavorare su questa direzione mi sembra indicativa di un mutamento prezioso.

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Quel che mi colpisce di Lucania Lab e' che ti parla. Tutte le land (tutti i contesti) lo fanno, ma qui la voce si sente chiara e forte. E viene voglia di risponderle, di essere all'altezza della sfida immaginativa che ogni dettaglio di questa land ti pone. Ancora bravi a chi l'ha voluta, sognata, progettata e fatta.

(solo una notarella a margine, tanto per non smentirmi :D : qui di ning in ning non si sa piu' dove guardare, a quando un super-ning?)

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ciao a tutti; complimenti a g.g. per l'iniziativa - spero di tornare spesso da qste parti : )

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@astronik Infatti servirebbe una pedagogia della rete, altrimenti il divario digitale tra chi è connesso e chi non lo è (e non solo dal punto di vista hardware) è destinato ad aumentare.

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Io credo che second life sia un esperienza utile per sviluppare sinergie e pensieri che abbiano come punto finale uno sviluppo nella vita reale però bisogna stare attenti a non immedesimarsi troppo in una realtà secondaria che potrebbe far perdere contatto con quella primaria...

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Da quello che leggo c'è una giusta preoccupazione relativamente al rapporto tra dentro e fuori dalla Rete 8divario digitale) e sui rischi di un isolamento da seconda vita.
Mi sembrano ottimi spunti soprattutto per costruire un modello di confronto capace di integrare "anche" attraverso la Rete: l'idea è quindi quella di portare a sperimentare un modo di conversazione (che è quello dei social network) capace di condividere le idee attraverso meccanismi partecipativi.
I modi "del fare" dovremo costruirli assieme.

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Io voto per il "cazzeggio" :)

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